Archivio per aprile 2015

Intanto, più che mai a Bruxelles

UPG

Una piccola guerriglia urbana (Urban Poetic Guerrilla / Unidentified Personal Gnosis)

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(non ho disegnato il sorriso io, fu una risposta indipendente al mio intervento)

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Oltre le efimere epifanie urbane, c’è il dovere civico…

Da gennaio, i militari sono scesi per le strade di Bruxelles ed Anversa per difendere la sicurezza nazionale. Da quattro mesi, per causa della minaccia terrorista continua, questi coraggiosi giovanotti hanno dovuto affrontare la pioggia, il freddo e l’ignoranza civile. Grazie alle operazioni di salvataggio che hanno condotto a buon fine negli ultimi anni in paesi arretrati, hanno gli occhi affilati: sono in grado di riconoscere immediatamente veri terroristi (da solito portano la barba o il velo, ma non solo !). Purtroppo, per causa di superiori incompetenti, civili presuntuosi,  o terroristi infiltrati nel parlamento chi lo dirà, i nostri ragazzi in cachi non sono permessi di eliminare la frutta marcia, prima che che tutta la canestra sia da buttare via. Mentre che i loro colleghi si divertono con gli aerei, le bombe e le ragazze orientale, quelli che fanno la ronda per le nostre strade si annoiano, presi d’assalto dai dubbi sul senso della loro presenza nella città.

Ho deciso di aiutare questi poveri eroi al modesto modo mio: Al primo piano, per far capire alla gente ignorante che i militari sono scesi per strada, che non lavorano solo per salvare gente in paesi come l’Africa e l’Arabia, ma anche e sopratutto per il nostro benessere nazionale, per la sicurezza dei civili, per la sopravvivenza della nostra cultura e dei nostri valori. Al secondo piano volevo sottolineare il fatto che la presenza di questi bei ragazzi per strada ha tante consequenze indirette, invisibili certo, ma quante favorevoli! Grazie alla loro presenza non siamo solo stati risparmiati dagli attacchi terroristici, ma anche dai soliti rompicoglioni, che scendono per strada per protestare per qualsiasi motivo, invece di lavorare. I militari hanno fatto tornare la pace sociale. Ho quindi confezionato questi cartelli stradali, per attaccargli in giro. Sono stati messi in punti ‘strategici’: sulle vie d’accesso, circondando le zone militari (palazzi di giustizia, quartiere ebraico, quartiere europeo), per proteggere i nostri ragazzi da civili non informati. Mettendo questi cartelli, spero che la gente non si spaventerà più, vedendo persone armate per strada, evitando così situazioni scomode per tutti.

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