Archivio per marzo 2014

lettera aperta a voiartri…

L’ultima volta che piansi era il 26 Luglio del 2008.

Non ho una gran memoria di solito, ma quel pomeriggio lo ricordo bene.
Mi sedetti su una panchina sul lungomare sotto casa, dove partono e sbarcano navi ogni 20 minuti, dove la madonnina d’oro benedice te e tutta la città senza mai stancarsi, e dove l’acqua del mare si schianta sugli scogli con una perseveranza che solo le entità soprannaturali come l’acqua possono avere. 

Da seduto mi fermai a fissare il mare ( anche se è impossibile fissare una cosa in movimento ), la scena che avevo davanti era conosciuta e rassicurante: un enorme vastità d’acqua con la terra ferma sul lato opposto, vicina ma abbastanza lontana.
E mentre guardavo il mare tutto quell’acqua fu come se mi entrasse dentro e iniziai a piangere.
Per mezzora di fila piansi tutto il mare che avevo davanti. Mi ero trasformato in un canale in cui l’acqua penetrava nel corpo tramite lo sguardo e dopo aver fatto il giro completo dello stomaco usciva dagli occhi sotto forma di lacrime ( in fondo acqua di mare e lacrime sono entrambi elementi salati, ci sta che siano la stessa cosa..).

Dopo aver riversato lacrime di mare per un tempo infinito ero vuoto…non ero felice, ma era la cosa migliore che potesse capitarmi in quel momento.
Fu talmente forte che da quel momento in poi non piansi più. Sono quasi 6 anni.

Era la fine di un periodo. Nelle due ore precedenti al pianto ero stato al telefono con la mia ex ragazza che aveva scoperto una mia piccola magagna che mi ha fatto guadagnare 120 minuti ininterrotti di insulti. Ma non piansi per lei.
Era l’estate della fine del liceo. Non piansi neppure per questo.
Perché successe me lo spiegai anni dopo, col famigerato “senno di poi” ( bisognerebbe avercelo a priori questo sesto senno! ).
Appunto, non era la fine di questa o quella relazione, era la fine di un periodo, e quella telefonata ebbe un’importanza assoluta come molla per il pianto.
Quella ragazza che mi stava insultando al telefono era la stessa che mi era stata accanto nei due anni e mezzo precedenti e che mi ha affiancato in quella fase di cambiamento epocale che sono stati per me i miei 16 anni. Più che un cambiamento è stato un ribaltamento totale di prospettiva e stile di vita, di interessi e passioni. Successe tutto in un pomeriggio ( nello stesso lungomare di due anni dopo! ) e gli anni che seguirono furono scosse di assestamento al gran terremoto di quel pomeriggio. 
E lei mi fu accanto per tutto quel periodo. Per questo quando al telefono mi disse che non voleva più vedermi né sentirmi il mio organismo si rese conto che era la fine di un ciclo. La sua assenza simboleggiava che qualcosa era finito.

Non voglio raccontarvi il i mio passato per puro narcisismo, ma perché ognuno di quelli che leggerà queste righe c’entra mani e piedi con quello che segue.

Vi ho detto che quello fu il mio ultimo pianto. Vero, ma anche no.
Negli ultimi anni quando ho sentito lo stimolo di piangere l’ho subito ricacciato dentro. Non so perché reagisco così.
Lo stimolo dunque c’è stato, ma mai la sua conseguenza.
Fino a una settimana fa.
Discutevo per l’ennesima volta di amici che si laureano, per l’ennesima volta ripetevo l’espressione ” ogni volta che proclamano dottore qualcuno è un pezzo di mondo che finisce”, per l’Nsima volta mi saliva un magone allo stomaco che a stento riuscivo a trattenere, ma a differenza di tutte le volte precedenti non sono riuscito a trattenerlo, e ho pianto.
Sarò stato il dondolìo del treno ( in fondo è simile a quello delle onde), fatto sta che ho pianto. Poco, per carità, ma c’è stato.
Essenzialmente è una cosa diversa.
Ho avuto gli occhi lucidi alla proclamazione di tutti, ma non mi è mai scappata una lacrima. Sabato scorso invece è stato diverso.
Per il pianto liberatorio c’è ancora da lavorare, lo definirei più un pianto laboratorio!
Anche ora percepisco che qualcosa sta finendo, più consciamente di 6 anni fa. qualcosa di altrettanto forte e potente ( forse è questo che vuol dire crescere, intercettare con maggior anticipo quel momento che ti darà una gran mazzata! ).

In questo calderone di emozioni scoppiettanti che mi ribolle dentro pronto per esplodere ci siete tutti voi:
chi mi appoggiava le antropocene e chi ci veniva controvoglia, e anche chi non ci veniva proprio; chi organizzava lanci di ortaggi o esperimenti molto antropologici a lezione; quelli con cui si discuteva di roba seria e quelli con cui invece si discuteva di politica e università; chi non dice mai di “no” alla proposta “pizza!??”, e anche chi ogni tanto ha provato a farmi sperimentare dell’altro cibo, con poco successo; chi rimarrà qui ancora un po’ e sarà un buon motivo per tornare e vederci; chi invece è già dall’altra parte del mondo o sta per salpare; chi non ha la minima idea di cosa fare da qui in avanti, mi fa sentire meno solo; chi c’è dall’inizio e chi si è aggregato alla fine;

Ma non voglio replicare i ringraziamenti, quello che mi preme dirvi è un’altra cosa:
e scelgo il mezzo più inaspettato per farlo, ma siete tanti e non posso scrivere a mano a tutti, e poi suonerebbe coma una cosa troppo seriosa farvi una letterina a testa!

Quella ragazza della telefonata ora non la sento più. E con lei svariate altre persone del mio passato che mi farebbe piacere facessero ancora parte del mio presente. Ma non è così. Io non son bravo a mantenere rapporti a distanza.
C’è sicuramente un modo più funzionale del mio per fare in modo che le amicizie di oggi non si slaccino domani, e prometto che almeno un po’ mi impegnerò.
Però se dopodomani, tra 3 o 6 mesi, o anche un anno ci sentiremo sempre più raramente non è perché oggi non vi voglia bene o in fondo ci si frequentava ormai per abitudine o chissà cosa.
Mi mancherete e mi mancherà quella dimensione che ci siamo creati intorno.
Siete talmente importanti che vi meritate uno dei miei rarissimi pianti!

Scusate se sono simbolico e associo le lauree alla fine di un ciclo, ma alla fine, anche se non ci credo, sono un antropologo, e le lauree sono un fatto sociale totale!

Spero che questa lettera non venga letta solo da quei 4 che ricevono la mail di aggiornamento, se vi capita fate leggerla anche a qualcun altro di potenzialmente interessato…

vado a prendere un gelato!
viva la primavera…

Flower…