Archivio per febbraio 2013

il calvario della croce

Su come il popolino “opina” in funzione di come la televisione lo induce a opinare.

Difficile non commettere errori di valutazione in questa angosciosa campagna elettorale, soprattutto se si decide di interessarsi al modo che ha la televisione di insegnarci come scegliere. Io un po’ l’ho fatto, un po’ per caso, un po’ per noia, soprattutto nella fase di incubazione di queste elezioni, durante le vacanze di natale, e fino quasi alla fine di gennaio, quando già impazzavano le stronzate e mi dicevo: manca ancora un mese chissà cosa accadrà ancora. E ancora ne sono accadute delle belle. Poi tornando a Bologna l’idea di spegnersi davanti alla televisione accesa un po’ scemava. Comunque dicevo, difficile districarsi e tentare uno sguardo olistico e saggio per poter capire qualcosa in più. Ancora più di prima, di sempre, sotto elezioni siamo ridotti a un branco di formichine assoggettate al potere folle della macchina mediatica. Il nostro spirito critico viene seppellito da sondaggi, interviste, talk show, l’italia si trova a elemosinare ‘indizi’ per sapere su quale ombra mettere una croce dentro quelle maledette urne. Grazie al paradosso del sorìte del nostro amico Eubulide da Mileto (soròs= mucchio), con il quale si chiedeva dopo quanti chicchi di grano avrò un mucchio, possiamo chiederci anche noi, sull’onda, dopo quante facce di merda possiamo dire d’essere in mezzo a un mare di merda?

Non lo sapremo mai con esattezza, e questo è chiaro, anche la merda è un concetto fuzzy, però sta di fatto che ci svegliamo tutti sudati e andiamo a dormire sporchi di cacca di pecora.

Scusate per le immagini truci che vi offro in questo sabato gelido e nevoso, sono piena di rabbia e potrebbe uscire sotto forma d’esalazioni.

Come si fa a votare? Oltre a tessera elettorale, documento d’identità, e penna, cosa ci serve? Che siano questi inutili utensili se ci accorgiamo di non avere neanche le gambe per arrivare al seggio?

Le possibilità che abbiamo sono poche, diamogli uno sguardo:

parlar male di tutti e rimanere seduti sul nostro divano,

immolarci al voto utile,

votare col culo, come direbbero i simpatici di Fratelli d’Italia,

disincagliare un po’ di speranza e buttarsi a braccia aperte nella rivoluzione civile,

fare come il 30% dei giovani fino a 23 anni e votare per le 5 stelle albergo con piscina sauna e bara, tutto compreso,

lasciare intonsa la scheda lasciando che lo scrutinatore voti per noi,

annullare la scheda con una sana bestemmia, o quasi quasi col paradosso del sorìte,

fare l’esperimento di ciccio,

..o votare Ciccio-lina? (che simpatia)

C’hanno fatto bere tè e cervello a colazione, come biscotti tibie e tendini, un sorso di liquido interstiziale per buttar giù la pillola, e poi tutti di turno oggi, andiam a lavorar, come ogni buon porcellino che si rispetti.

Andiamo a mettere una croce sulla faccia di merda un po’ meno puzzolente delle altre, volete farci credere che sia davvero questo il contributo onorifico di ogni cittadino alla democrazia di questo paese che è solo una gran troia?

Come la farsa delle primarie del Pd, una “straordinaria partecipazione alla politica…”,” finalmente i cittadini si riavvicinano alla politica”, “tutti insieme per la buona politica”.. e tutti questi cazzi vari che hanno tirato fuori per appellarsi a questo mostro sacro che è la democrazia, questo mostro, e basta. Almeno qui. E anche Nanni Moretti devoto al Piergigione ce lo fa credere. Andate a vedervelo, Repubblica.it -la vox populi dove vige la supremazia di quel magico mondo che è il mondo del visuale– lo mostra. Davvero..sarebbe carino spendere un po’ di parole per parlare della (disdisdisdis)informazione di Repubblica. Puoi vedere il video delle urla, e ascoltare l’audio del vaffa di Grillo. Puoi guardare le foto di un casco blu rotto in manifestazione, e lo puoi vedere da sette angolazioni diverse. E se te ne dessero solo una, ne vorresti di più. Di ogni notizia avrai bisogno del video per sentire d’averla presa sul serio.

Ci hanno dato una legge elettorale per cui ogni tipo di veridicità possa soggiacere alle elezioni è andata nel cesso. C’è anche questa ennesima presa di giro: faccio finta d’avere una preferenza, ma chi è chi mi ha martellato il cervello per mesi? Non si può far finta di nulla, non si può non vedere il potere violento e coercitivo che incarnano i media, la televisione, i giornali. E’ tutto sotto regime (per dirla grilleggiando, ma fosse il solo a dirlo…) e ci illudiamo di informarci un po’ guardando il tg. Guardiamolo, va bene, ma è bene sapere che stiamo guardando un granello di sabbia su un fondo marino fatto d’alghe. (le mie analogie non sono infelici, sono direttamente depresse)

Poi, Berlusconi scende in campo in grande stile da non-premier e in questo teatrino di falsa sincera democrazia, nessuno neanche reclama la presenza di colui che sarà il vero premier. Bo. Quindi, tornerei a dire, siamo formichine che si affannano per avere potere decisionale su qualcosa che di decisivo non ha nulla, come il presidente del consiglio, o lo stesso parlamento.

Tutti ci stanno dicendo che non ha alcun potere: Berlusconi fonda la sua campagna elettorale sul fatto che non hanno fatto niente di ciò che avevano promesso prima perché non avevano abbastanza maggioranza (la maggioranza più maggioranza mai avuta nella storia), erano i padroni d’italia e ora provano a far credere alle pecorelle ammaestrate che non avevano abbastanza potere.

Ci volete senza dignità, saranno in tanti che voteranno chi promette di togliere la tassa che inficia il sacro focolare familiare, poi detto da uno come lui, si sa, assume ancora più credibilità. Eppure la gente ci crede, che poi non è tanto il problema di crederci, perché pur non capendo una minchia di economia credo che togliere questa tassa e restituire i contributi versati nel 2012 non farebbe crollare chissà che, è il fatto di mettersi nelle mani di chi dovrebbe offrirti un po’ di più dello zuccherino perché hai fatto il bravo. Dei cani randagi siamo, chi ci prende? Ci curerete anche dalla rabbia?

Aspettiamo il nostro sedativo quotidiano.

Il Pd mette a capo del proprio partito un Gigione senza scorza che al massimo può puntare sull’aria casereccia da circolino arci, per diffondere un po’ di tranquillità in un paese incazzatomaànchenò e per mediare con quel suo faccione e con quel sorriso beffardo con cui riempie le strade di ogni città sussurrandoci l’italia giusta. Al suo seguito si porta dietro uno strascico di vecchiardi senza uno straccio di progetto, non si può contare su nulla votando Pd, e Vendola è un appendice troppo debole, anche perché lo vogliono debole. E soprattutto lo vogliono frocio, per far finta di portare avanti una politica che ponga l’attenzione quantomeno sulle pari opportunità, ma non è vero nemmeno questo. Ma con Monti potrebbe anche tornare etero.

In tutto questo c’è Monti a tenere le fila del discorso, una pedina consapevole: tutti contro di lui e tutti d’accordo con lui a seconda del vento, dove il vento sono una serie di contingenze fatte di alibi ipocrisie e falsità rimodellate su brandelli di verità, quel che basta per farsi ascoltare in imbarazzanti talk show angoscianti dove tutti si permettono di dire tutto, sfondando qualsiasi barriera di buon senso, si può dire tutto, e soprattutto lo si deve ripetere ripetere ripetere ripetere fino allo sfinimento, fino a che non ci crederanno tutti.

E così accade.

Ci imbottiscono di cifre, e così ci tengono buoni. Ci dicono che i sondaggi sono la voce del popolo, quando, per come vengono fatti, sono solo la voce del potere dei media sul popolo.

Ci danno la sensazione di saperne di più, perché quando parli di numeri hai capito senz’altro più degli altri, i sondaggi offerti come dosi giornaliere di droghe per sentirsi al passo, i sondaggi come pasto quotidiano per fare ciò che la televisione aiuta a fare: vedere il visibile senza andarlo a vedere.

E questa è la nostra libertà? Sì, certo, se ci accontentiamo di comprarla al mercato.

Lo stato come un un grande centro commerciale. In vista d’elezioni siamo pregati di farci un’opinione, poi verremo buttati al macello. La mania della presa diretta ci induce piano piano a credere che chiunque abbia qualcosa da dire, e che valga la pena d’essere ascoltato, e qualsiasi cazzata diventa la voce del popolo. La televisione è una coercitiva fonte di disinformazione violenta per almeno quattro motivi: per le statistiche false di cui si inquina, per le interviste casuali che riempiono i programmi televisivi di ogni ora del giorno, non perché la gente non debba esprimersi, ma perché la televisione la usa per fare colore, e poi “dette sul video, le stupidità fanno opinione”, in più, si deve costantemente premiare l’eccentricità e privilegiare l’attacco e l’aggressività: fa notizia ciò che fa rumore. Chi grida di più vince, così che tutti parlino e nessuno ascolti. La televisione è spettacolo, ma il mondo reale no. E allora chi tenta così di travestirlo lo deforma in uno scarto inevitabile di non veridicità, che purtroppo dilaga in un mare di credibilità.

Ci comprano con l’unico diritto indiscusso che ancora dovrebbe farci sentire parte di qualcosa di cui tutti abbiamo perso coscienza (e io non so neanche se ce l’ho mai avuta): lo stato.

Ogni giorno si assiste a falsi cattolici che comprano i voti dei cattolici, a false donne che comprano i voti delle donne, grandi imprenditori che comprano piccoli imprenditori per poi mangiarseli, vecchi sinistrini che (non) credono nel comunismo da circolo arci che comprano comunque pensionati e circolini arci, pseudorivoluzionari che comprano i voti di tutti gli altri: gli indecisi. Dove il carattere d’indecisione gli viene attribuito in base ad una visione pd-pdl-monti-centrica.

Facile.

Stampa, giornalisti, media, televisione scelgono le categorie in cui farti rientrare, poi ti vendono il voto come: ora a te la scelta.

Siamo questo? In questo meccanismo ci dobbiamo riconoscere?

Sbaglio ad andare alle urne e annullare la mia possibilità di scelta? Sbaglio ad infangare una scelta che dovrebbe darmi un posto nel mondo, in questo mondo? Sbaglio a scrivere una qualunquistissima frase del cazzo piuttosto che fare il mio dovere di cittadinella con un propizio futuro davanti e mettere una croce? Sbaglierò ma solo di schifo mi vesto. E questo mi sembra l’unico compromesso in questa negoziazione di credibilità. L’unica credibilità che meritate è che non ve ne sia concessa più.

La politica si fa in tv oggi, a parte qualche spauracchio di matrice grilliana. Apprezzabile, per quanto mi riguarda. Anche se è il banale dilemma di nanni moretti trasformato in strategia politica: “mi si nota di più se vengo o se non vengo?” E poi, parliamone, crediamo davvero che la rete sia lo spazio aperto e orizzontale che il Movimento tanto millanta? Un piccolo dettaglio che ne mostra oscuri meandri si trova anche in poche righe all’interno del blog di Grillo, scrive: Il Blog di Beppe Grillo è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente; poche righe dopo però, avverte: “Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.”

…In che senso? 

Più che Grillo, in ogni caso, chi mi spaventa di più sono i grillini.

Vaffanculo, l’augurio che mi e vi faccio è di dissotterrare dalla coltre di pesantezza di cui ci vestono al mattino un pizzico di volontà personale, per la quale ci si deve rimboccare parecchio le maniche per trovarle un luogo consono di sfogo e di libera uscita. E io stessa, come mi sembra sia evidente, navigo nel caos.

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Generazione Trottola

Cosa racconteremo, ai figli che non avremo, di questi cazzo di anni zero?
Anni Zero?

Sì, Anni Zero.

Non abbiamo una Grande Guerra nè una Gramde Depressione, una grande figura da seguire come esempio, o un male assoluto da combattere, un ideale vale l’altro, e nessuno vale più nulla.
Siamo una generazione di mezzo, impregnata d’apatia, vissuta anche questa in maniera passiva. Non ci scaldiamo, esaltiamo, disperiamo e arrabbiamo per nulla. Ci stiamo togliendo anche la possibilità di sbagliare.

Ci manca un appiglio, un punto di vista, un riferimento verso cui volgerci.

E’ una generazione trottola, l’unica possibilità che ha di restare in equilibrio è girare vorticosamente su se stessa, accelerando sempre più, andando sempre più di fretta.
Un vortice che si alimenta di Vita, di quelle sensazioni ed emozioni, le più vere, che vengono dal centro dello stomaco.
Chi prova a rallentare cade rovinosamente e penosamente in terra. Non esiste appiglio a cui sorreggersi, uuna direzione in cui guardare.
In una trottola che gira all’impazzata tutto è bianco, i colori non esistono più.
Tutto intorno a noi è uniformamente insipido, tanto che sforzarsi di guardarsi attorno alla ricerca di un colore diventa solo un atto fisicamente e spiritualmente stancante.
Persino ridicolo.

Non esistendo una direzione, però essendo comunque costretti a muoverci, la nostra generazione si concentra solo sui suoi passi; importante è solo mettere un piede davanti all’altro e non inciampare. Se per caso nel nostro cammino calpestiamo qualcuno, non importa, il bianco della vita lo riassorbirà e non sapremo nemmeno dove voltarci per cercare il pentimento o il rimorso di quello che abbiamo fatto.

Come si può vivere  in un mondo così, dentro questa generazione?

La risposta sta nei riflessi di colore.
Quelli ci stanno ancora. alcuni rispecchiano lo splendore di vecchi colori, altri sono nuove tinte che stanno nascendo.
A ben guardare questo muro bianco è macchiato in più punti da questi riflessi.
Dobbiamo avere il coraggio di darci un tono, o meglio una tonalità. L’intensità dei nostri colori deve fare da attrito al vorticoso perdersi della trottola, fino ad arrestarne quel movimento che ci ruba il tempo di vivere.

E il nuovo arcobaleno di colori che avremo formato sarà il punto di appoggio della trottola, che potrà rimanere in equilibrio senza risucchiarci l’esistenza.

 

Questa roba l’ho pensata e scritta più di due anni fa..
Non è proprio una visione allegra, se non per quella spruzzata d’ottimismo delle ultime frasi..
In questo momento non credo più che sia così la situazione.
O il mondo attorno a me si è colorato o io devo essermi dotato di lenti speciali come quelle dell’ottico di De andrè…

A volte ritornano…

Tento di spiegarti la nostra storia.

Mettiamo che io sia un’onda del mare e tu la spiaggia.

L’onda arriva da lontano, e accumula mare, sale, scogli, sole e luna.
Con questo carico di esperienze e di vita, nuota cullato dal vento e dalla sua indole naturale, verso la spiaggia.

Ed in questo suo tuffo sulla sabbia l’onda lascia andare tutto ciò che è diventata durante il proprio viaggio, e lo regala alla spiaggia, che l’assorbe, si disseta della natura dell’onda e si addolcisce.

Tu sei l’onda, e io la sabbia.

E la nostra storia è quella striscia di mondo dove finisce il mare e dove inizia la terra, dove finisce la terra e inizia il mare, dove è asciutto e dove è bagnato, dove il sole non colpisce la sabbia perche è protetta dall’ombra dell’onda. Un purgatorio di eterno piacere ed eterno dolore.

Ma sempre e comunque vita.

Anche quando l’onda si ritirerà, perché la sabbia non può trattenerla.

Ma è un’onda, e tornerà.

Se il mio bisnonno esiste gli do 5 minuti per fulminarmi!

Scusate, mi pare più o meno doveroso un articolo sulle elezioni..

Non vorremo mica che il nostro blog non stia aggiornato col mondo, nevvero??
Quanto siamo Yeeaah!

Avete mai provato a non votare?

Tipo per fare la prova del 9..

Si dice che è giusto votare perché è un dovere civico ( questo lo dice chi cuole convincerti con un atteggiamento autoritario).

Si dice che è giusto votare perché è un diritto che i nostri avi hanno conquistato con il sangue ( questo lo dice chi vuole convincerti con un atteggiamento amichevole&politically correct).

Ma veramente se tu non votassi saresti corroso dai sensi di colpa, dal rimorso di aver lasciato il tuo paese in mano ad un incompetente?

E’ vero che non potresti dormire perché ti verrebbe in sogno il tuo trisavolo incazzato nero perché lui ha appoggiato BeppeCamiciaRossa con la testa che pensava solo alle libertà di cui tu oggi avresto goduto…e invece tu non vai a votare???

Vi chiedo, avete mai provato questa sensazione?

Questa volta io prenderò il coraggio a due mani e sfidando qualsiasi costituzione e bisnonno insanguinato di libertà non andrò a votare.

Vediamo che mi succede..

Mi sento un po’ come BenitoCamiciaNera che seduto sul suo balconcino che dava sulle vite dei miei nonni un giorno diede a Dio 5 minuti di tempo per fulminarlo se davvero fosse esistito.

Mussolini la scampò…il che ci portò a 20 di fascismo..però pensate se dio fosse esistito veramente e l’avesse fulminato? poteva andarci ancora peggio..il fascismo tutto sommato è finito..il paradiso sarebbe stato eterno!

Ammiro Mussolini per quel suo gesto così impavido che sfidò l’ignoto, senza avere la certezza che si sarebbe salvato. Fu quasi un gesto di fede..E io mi appresto ad imitarlo: balzo nell’ignoto universo della diserzione delle urne con la speranza di non vivere delle pene infernali consumandomi nel senso di colpa il 27 febbraio quando vedrò Bersani e Monti nuovi leader della mia patria.

Oh, però se non voto e poi non mi succede nulla?Se non voto e l’unico mal di pancia che sentirò sarà dovuto all’ennesimo falafel?
Non è che si rivela una bufala questa costrizione morale del voto?
E se così’ dovesse essere, di chi è la colpa?
Della scuola, sicuramente!
Ah, no..dei genitori!
No, degli assistenti sociali! ( ma non ce li ho mica mai avuti degli assistenti sociali..ecco appunto!! )
Oppure è mia? Sono anormale?
Comunque è sempre colpa dei NoTav!

Non prendetelo come un atto di ribellione… è solo un’esperimento.
Non saprei come altro condurlo, non saprei in che altra maniera scoprire quanto le mie emozioni sono legate alle urne del mio paese.
Volevo farlo su un topolino bianco l’esperimento, ma l’unico che sono riuscito a rimediare avrebbe votato per Ingroia e mi son detto “vabbè, lasciamolo votare, potrebbe sempre essere utile come confronto: a lui sicuramente verranno i sensi di colpa.”

Quindi credo che almeno mi meriterei una medaglia ad onore..almeno la rivendo e ci faccio qualche soldo!

Poi ogni tanto leggendo tra le righe della costituzione ci scorgo qualche domandina futile tipo:Ma è giusto che una maggioranza governi su una minoranza?
Se 30 milioni più 1, votano rosso, perché gli altri 30 milioni meno 1 che hanno votato nero devono subire?
Ma è giusto che io deleghi le mie capacità intellettive e di intervento sulla mia vita e sul mio territorio ad un altro che non ho mai conosciuto?
Ma è giusto che uno del nord italia scelga di votare per un politico che distruggerà il sud italia? e viceversa?
Ma se voto un tizio, che vuol dire?  che sono totalmente d’accordo con lui? gli chiederei di tenermi i bambini per una sera? Oppure lo voto perché è il meno peggio? Ma che vuol dire il meno peggio? se dovessi preparare una zuppa e mi dicessero “Guarda, puoi scegliere tra 2 kg di patate marce oppure 2 kg di patate di cui solo uno è marcio, però la zuppa la devi preparare comunque con tutti e 2 i chili di patate, e poi te la devi pure mangiare!”, vuol dire che io sceglierei la seconda offerta e mi mangerei la zuppa meno avariata?

MA VERAMENTE VOI LO FARETE?

Buona digestione…